Comunit? ucraina di Genova: un esordio pieno di speranze

padre VitaliyFra gli 81 centri pastorali ucraini quello di Genova il “neofita”
GENOVA (Migranti-press) – Il punto di incontro ? l’Abbazia di Santo Stefano, in Via XX Settembre a Genova: l? ogni domenica a partire dall’inizio dell’anno si raduna la comunit? ucraina presente nel capoluogo ligure, celebrando la divina liturgia nel proprio rito bizantino-ucraino e al termine vivendo un momento conviviale con il cappellano padre Vitaliy Tarasenko concesso dall’Arcivescovo Card. Tarcisio Bertone.Il sacerdote ? padre Vitaliy Tarasenko e l’avvio di questa forma di assistenza spirituale degli immigrati dall’Ucraina ? stata possibile per l’interessamento della diocesi tramite l’ufficio Migrantes. L’abate di Santo Stefano, dDOn Carlo e comunita’on Carlo Romairone, ha accolto calorosamente il nutrito gruppo di uomini e donne ucraini che hanno iniziato con regolarit? ad affluire tutte le domeniche per la messa delle 12.30. “Nel 2004 – hanno scritto i loro rappresentanti – Genova sar? la capitale europea della cultura, dell’integrazione e dell’accoglienza per tante persone che con la loro presenza sono portatrici di tradizioni e culture diverse, che contribuiscono ad arricchire e a rendere sempre pi? bello il nostro mondo”. Il maggior numero di immigrati dall’Ucraina ? rappresentato dalle donne, che in Italia in genere e a Genova in particolare – citt? molto “anziana” per una natalit? particolarmente bassa – si dedicano all’assistenza alla persona. Molto legate alla patria, alla tradizione e cultura ucraina, le “badanti” genovesi hanno anche scritto sul settimanale cattolico genovese che “abbiamo deciso di venire in Italia per guadagnare i soldi e sostenere le nostre famiglie che si trovano in una situazione economicamente debole, ma con questo non abbiamo rifiutato anche la nostra personalit? e particolarit?. Apparteniamo alla nostra nazione; abbiamo lingua, storia, costumi e fede cristiana sopravvissuta durante il periodo sovietico comunista”.

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