La comunit? cattolica degli Ucraini

Dopo quella tedesca, latino-americana, capoverdiana e polacca, quella Ucraina ? la quinta comunit? cattolica straniera di Genova della quale ci occupiamo su Il Cittadino. Conoscere la ricchezza di fede e di tradizioni che c’? in questi nostri fratelli ? un modo per mostrare a loro il nostro affetto e la nostra vicinanza.
“La nostra comunit? ? formata per lo pi? da donne giunte in Italia in questi ultimi anni per lavorare soprattutto nel campo dell’assistenza agli anziani o come colf e babysitter” spiega padre Vitaly Tarasenko, il cappellano della comunit?. “Queste persone – continua – provengono da diverse zone dell’Ucraina e questo spiega anche la grande variet? di livelli di educazione religiosa. Molte di loro non hanno potuto neppure avere una formazione cristiana in patria a causa delle imposizioni del regime durato molti decenni. La nostra ? una parrocchia particolare: tra noi ci sono, infatti, cattolici della tradizione orientale, ossia greco-cattolici, ed ortodossi che frequentano soprattutto perch? sono felici di poter incontrare altri connazionali. Siamo certamente una comunit? cattolica ma desideriamo che sia anzitutto una comunit? per gli Ucraini”. La comunit? ? nata nel dicembre 2003 in collaborazione con la Migrantes diocesana. La venuta di Ucraini in Italia, ed in particolare di donne, infatti, ? un fenomeno relativamente recente. Fino a non molto tempo fa la maggior parte degli Ucraini che arrivavano a Genova erano marittimi di passaggio nel porto della citt?. In questi ultimi anni, invece, sono in continuo aumento gli arrivi di donne che lasciano la propria famiglia, molte volte i propri figli, per venire a lavorare nel nostro Paese. “? una immigrazione soprattutto di passaggio” ha affermato Irene Berehova collaboratrice di padre Tarasenko.”La nascita della comunit? ? stata possibile anche grazie all’aiuto ed al sostegno di Suor Clara cui va il nostro ringraziamento particolare perch? ha fatto tanto per la crescita umana e religiosa di queste persone” dice ancora padre Vitaly. “Nella comunit? – spiega ancora il Cappellano – ci sforziamo, per quanto possibile, di ricreare un clima di famiglia. Desideriamo, infatti, trascorrere insieme i momenti di preghiera, di festa e di convivialit?”. “Soprattutto – ha aggiunto – cerchiamo di non abbandonare i nostri riti, le nostre usanze, le tradizioni e la nostra lingua. Sogniamo una piccola Ucraina in Italia”. L’attivit? della piccola comunit? ? alquanto vivace. “Abbiamo fatto gi? numerosi pellegrinaggi – dice il cappellano – Ricordo quelli al santuario di N.S. dell’Acquasanta, della Guardia, alla Certosa di Pavia, a Milano, a Lourdes ed a Montecarlo”. Grande ? anche lo sforzo di integrazione. “Grazie alla collaborazione della Comunit? di Sant’Egidio, riusciamo anche a fare corsi di lingua italiana”.
Dopo circa tre anni di attivit? pastorale la comunit? ? arrivata a contare circa un centinaio di partecipanti ma in occasione delle feste maggiori, come la Pasqua, partecipano alle funzioni religiose anche trecento fedeli. Il numero comunque sta lentamente crescendo anche in considerazione dell’aumento di nuovi immigrati. La comunit? ha sede presso l’Abbazia di Santo Stefano. “Dobbiamo dire un grazie particolare anche a don Carlo Romairone che si ? gentilmente offerto di accoglierci e che ci ospita tutte le domeniche” afferma ancora padre Tarasenko. “? anche grazie a don Carlo che ora possiamo celebrare la liturgia tutte le domeniche, alle 12.30”. Gli altri momenti di preghiera e la catechesi vengono invece svolti, solitamente, il gioved? alle ore 16.00. Recentemente ? stato costituto anche il gruppo del coro per cantare la liturgia. Tutte le domeniche, dopo la funzione, i membri della comunit? si ritrovano nel salone sottostante la chiesa per condividere insieme il pranzo e per trascorrere in allegria e convivialit? il giorno festivo. “Durante i nostri incontri – dice ancora il cappellano – spieghiamo la fede cristiana secondo la tradizione Bizantina-ucraina. Non mancano poi i momenti nei quali le persone hanno la possibilit? di stare insieme e condividere la loro esperienza scambiandosi informazioni e novit?. Con il passare del tempo sono cresciuti anche le occasioni di crescita morale e spirituale”.
Proprio la settimana scorsa, domenica 3 dicembre, Padre Tarasenko, insieme ai suoi fedeli, ha festeggiato il “Giorno del Ringraziamento” per la nascita della comunit? alla quale hanno preso parte anche Ucraini di altre citt?. Al pomeriggio, dopo la Divina Liturgia celebrata in lingua ucraina ed italiana, vi ? stato un momento di rinfresco a base di specialit? ucraine ed una mostra dell’artigianato locale.
Padre Vitaly, oltre a seguire la comunit? ucraina di Genova, ? responsabile anche di quella di Savona e di Chiavari. In questi anni ha pubblicato alcuni libretti per la S. Messa e per gli altri momenti liturgici. Distribuisce tra le persone della comunit? la rivista “Do svitla” pubblicata dal visitatore apostolico a Roma per tutti emigranti ucraini. Inoltre, conscio delle potenzialit? della rete, ha creato e gestisce un sito internet, in italiano e ucraino, per far conoscere le attivit? della comunit? alle persone che si trovano fuori di Genova soprattutto per i loro parenti in Ucraina. L’indirizzo web ? www.ucraini.it. ? attivo anche l’indirizzo e-mail cerkva@libero.it.
Adriano Torti

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