• Il Patriarca Ucraino a Genova

    Celebrata la Divina Liturgia per la comunit? costituita dall`anno 2003 Sua Beatitudine Shevchuk ha presieduto il rito nella Chiesa di Santo Stefano. Presenti numerosi sacerdoti e fedeli
    Domenica 19 giugno Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Patriarca della Chiesa Cattolica Ucraina di rito bizantino, – dopo avere il giorno precedente partecipato alla solenne processione del Corpus Domini – ha presieduto la Divina Liturgia, come in questo rito si chiama la Santa Messa, nella Chiesa di Santo Stefano. Il giovane Patriarca ? venuto a trovare la comunit? ucraina, formalmente costituita dal 2003 nella nostra citt?, e a conoscere di persona il cammino pastorale da essa compiuto sotto la guida del suo responsabile per la Liguria, padre Vitaliy Tarasenko: si ? detto anche molto lieto di celebrare la Divina Liturgia a Genova in questo giorno, perch? ricorre l’anniversario della sua ordinazione sacerdotale. Erano presenti molti sacerdoti della Chiesa Ucraina, con i loro seminaristi, alcuni sacerdoti cattolici di rito romano ed esponenti del Corpo Consolare.

    La Divina Liturgia ? sempre solenne e si impone all’attenzione per le molte parti cantate ad accompagnarne o intervallarne i diversi momenti: anche la liturgia della parola ? cantata. Il rito dura quasi due ore, per esprimere il bisogno dell’anima di restare alla presenza del Signore: il raccoglimento dei fedeli ? davvero esemplare. Essi partecipano alla cerimonia con devozione sentita, quasi antica, le donne per lo pi? a capo coperto; spesso si inginocchiano profondamente; a ogni invocazione della Trinit? si segnano col segno della Croce cantando con sentimento e in modo perfettamente intonato.

    Particolarmente significativo il canto del “Cheruvikon” o “Inno dei Cherubini “, che accompagna l’ingresso con i doni del pane e del vino da consacrare: “Noi che misticamente raffiguriamo i Cherubini, e alla Trinit? vivificante cantiamo l’inno Tris?ghion, deponiamo ogni mondana preoccupazione”. Esso simboleggia l’ingresso nel mondo di Ges?, vittima e sacerdote. Anche l’Inno “Tris?ghion” o “Tre volte Santo” ? significativo ed ? cantato con dolcezza. L’Eucarestia ? ricevuta per intinzione, dopo aver baciato l’icona al centro della chiesa, con le mani giunte sul petto, la sinistra appoggiata sulla destra, col capo leggermente reclinato in avanti e con una leggera genuflessione. Al termine della celebrazione, tutti rimangono in chiesa, profumata di incenso, per pregare ancora un poco.

    La comunit? ucraina a Genova ? molto numerosa: ? considerata, numericamente, la seconda comunit? straniera. La chiesa di Santo Stefano per l’occasione ? sempre stracolma.

    La Chiesa Greco-Cattolica Ucraina ? una Chiesa di rito orientale che mantiene la comunione con la Chiesa di Roma ed ? considerata una Chiesa “sui iuris ” all’interno della Chiesa cattolica. La Chiesa cattolica in Ucraina ? presente anche con la Chiesa di rito latino, con la Chiesa greco cattolico-rutena (nella Rutenia, piccola regione a ovest del Paese ) e con la Chiesa cattolico-armena. I cattolici rimangono, comunque, una minoranza: circa 5 milioni su una popolazione di 46 milioni. La stragrande maggioranza della popolazione ? di fede ortodossa; nel Paese sono presenti diverse chiese ortodosse: il patriarcato di Mosca, il patriarcato di Kiev e la Chiesa ortodossa autonoma ucraina.

    Il Patriarca, nella sua breve e appassionata omelia, ha ricordato che nella giornata stessa la Chiesa bizantina festeggia la solennit? di Tutti i Santi, che, in questo rito, cade proprio una settimana dopo Pentecoste. In tal modo, essa intende sottolineare che, per dono dello Spirito Santo, disceso sugli Apostoli cinquanta giorni dopo Pasqua, la santit? ? possibile, ma soltanto nella Chiesa. Essa – ha aggiunto – sull’esempio della santit? di Cristo, comporta anche la sofferenza e, talvolta, l’eroismo. Ha anche ricordato che in questi giorni la Chiesa Ucraina, in concomitanza con la Beatificazione di Papa Giovanni Paolo II avvenuta il 1° maggio scorso, l’Ucraina festeggia i dieci anni dalla visita di Karol Wojtyla a Kyiv e Leopoli avvenuta tra il 23 e il 27 giugno 2001. In tale occasione, egli beatific? molti martiri della Chiesa Ucraina, “testimoni della presenza di Dio in mezzo al suo popolo, oppresso, martirizzato, ma il Suo Popolo” – ha sottolineato con commozione il Patriarca.

    Ha anche detto di avere costantemente a cuore i fedeli della sua terra che, come quelli qui presenti, per motivi diversi, sono dovuti emigrare in Paesi lontani, assicurando loro la costante preghiera e la vicinanza di Ges? stesso che, nella sua vita terrena, ha dovuto provare questa esperienza con la fuga in Egitto. Si ? detto, al contempo, soddisfatto per l’accoglienza che la Chiesa di Genova e, in particolare l’Ufficio “Migrantes”, ha loro riservato, auspicando che questa reciproca collaborazione contribuisca alla unit? della Chiesa, cos? come ha voluto il Signore.

    PierLuigi Pastorino

    IL CITTADINO,26 giugno 2011,Anno 35° N° 24